L’università assediata (dall’interno)
Una manifestazione studentesca ha attaccato il Senato, più a scopo televisivo che neppure dimostrativo, altri studenti e precari si sono accampati sui tetti dove hanno ricevuto la visita, disperatamente televisiva, del segretario del Partito democratico. Niente a che vedere con le manifestazioni vere, come quelle che si sono svolte a Londra con larga partecipazione studentesca: ma lì si trattava di protestare contro un aumento ragguardevole delle tasse universitarie. Leggi Perché gli studenti protestano contro la riforma Gelmini
21 AGO 20

Esiste un filone riformatore che ha tuttora possibilità di affermarsi, e c’è da sperare che le controversie e i personalismi non riescano a bloccarlo. La riforma universitaria è un banco di prova importante, sia per il rilievo oggettivo dei problemi da affrontare, sia perché rappresenta la conclusione di un percorso al quale hanno dato il loro contributo i riformismi presenti nelle diverse maggioranze e nei diversi governi che si sono succeduti. Ora pare che i seguaci di Gianfranco Fini intendano porre ostacoli, far tornare il testo in commissione con l’argomento di una imprecisa definizione delle risorse disponibili. Se è un pretesto, si tratta di un calcolo miope. Se invece ci sono problemi reali, toccherà a Giulio Tremonti, pur preoccupato per le turbolenze sui mercati internazionali, fornire i chiarimenti necessari in tempi rapidi, per agevolare l’iter conclusivo della legge.
Non è solo interesse del governo dimostrare che sui temi cruciali esiste un comune senso di responsabilità, mentre sottoporre questi argomenti al tira e molla delle convenienze politiche serve solo a diffondere l’immagine di una classe dirigente allo sbando. Le scelte di tipo demagogico in una fase come questa sono ancora più controproducenti. Correre dietro alle dimostrazioni di piazza, tanto più esagitate quanto meno partecipate e giustificate, non serve nemmeno alla sinistra, figurarsi a chi si presenta come antesignano di una nuova alternativa moderata. Gli italiani sono un popolo paziente, sanno valutare i fatti e non si fanno rimbambire dalle esibizioni di lotta a scopo mediatico. Ma naturalmente bisogna che i fatti ci siano davvero.